i BASAGNI
della BRANCOLETA
Queste pagine sono integrative
alla Ricerca della
< STORIA della FAMIGLIA BASAGNI >

Dedicate ,
( come approfondimento )
al solo Ramo della Famiglia
della BRANCOLETA.
Chi fosse interessato a conoscere,
la STORIA della Famiglia BASAGNI,
dal 1500 al 1950,

troverà un' ampia documentazione
nel Sito Web:
http://xoomer.alice.it/basagni.famiglia.story
Miei Cari Parenti,

Cugini, biscugini ed oltre,
ho voluto estrapolare dal Sito della Storia dei BASAGNI, la storia di
< Noi della Brancoleta >.

Ovviamente conosco molto bene la Storia del Nostro Ramo, e volendo entrare nei particolari, del nostro passato, che non sono di nessun interesse, per gli altri nostri Omonimi,
ho ritenuto opportuno creare queste pagine dedicate ai soli discendenti ,
del Ramo della Brancoleta.
Cosa intendo,
per discendenti del Ramo della BRANCOLETA ?
Io identifico,
come appartenenti a questo Ramo,
tutti coloro che discendono da quel
GIUSEPPE, figlio ultimogenito di Santi Basagni,
che nel 1780, firma il contratto di mezzadria,
nel podere della BRANCOLETA, a Montagnano.
.
.
QUESTA E' LA NOSTRA
STORIA
Che come tutte le Storie,
di questo Mondo,è fatta di cose belle
e cose meno belle.

Ma è fatta.
E' Storia.
E noi non possiamo, certo, cambiarla.

E se noi, oggi, siamo qui a leggerla,
è merito di quelle PERSONE,
che bene o male,
hanno fatto questa Storia.
.
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il 1700,
le nostre origini.
Avrete letto ( spero ),
i motivi che indussero, nella metà del 1700, SANTI Basagni con la Sua Famiglia, a trasferirsi a FONTARRONCO.

Ricorderete, che questa Famiglia era in stretti rapporti con il potente Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano, ed un Parente di Santi ( ritengo suo Zio ), non solo era un Cavaliere , ma era stato insignito del Titolo di Commendatore, dell' Ordine.
( 24 Maggio 1715 )

Tenete bene a mente,
che il passato della nostra Famiglia e le origini del nostro Ramo, furono condizionate da questa
< militanza >.
NELLA BUONA E NELLA CATTIVA SORTE
Nel 1775,
dopo la soppressione dell' Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano,
e la confisca di tutti i loro beni,
tutti i Basagni che si trovano, < a servizio >, di questa
< Confraternita >, lasciarono Montagnano.
Tutti, tranne GIUSEPPE
In realtà, non non abbiamo certezza se Giuseppe, nel 1775 restò a Montagnano, o se pure Lui andò via, assieme agli altri.

Noi sappiamo, quale unico dato certo, che :
nel 1780,
Giuseppe è a Montagnano
Dove Egli sia stato o cosa abbia fatto,
tra il 1775 ed il 1780,
noi non sappiamo < nulla >

Come ho detto, la Nostra Storia inizia nel 1780,
e poco ci importa sapere dove Egli si trovasse prima di questa data.
Nel 1780,
è documentato che Giuseppe, figlio ultimogenito di Santi, nato a Battifolle, firma un Contratto di mezzadria, per il podere Brancoleta, a Montagnano.
In questo documento, troviamo scritto solo il nome di Giuseppe, indicato come Capofamiglia, e firmatario del contratto.

Sappiamo che in questi contratti di mezzadria, venivano indicati , oltre al Capofamiglia, solo i nomi degli altri < maschi adulti >, della Famiglia.
Nessuna indicazione ( siamo nel 1700 ) per le Donne e i figli giovani.

( normalmente citati solo dopo i quindici - sedici anni, quando costituivano la forza lavoro)

Nel 1780, Giuseppe era sposato ( non è noto il nome di sua moglie ), e aveva dei figli.
Sicuramente, questi figli, erano molto giovani, e pertanto i loro nomi non sono stati strascritti nel contratto, di mezzadria.
Nel 1780,
Giuseppe aveva un'età di circa 35 - 40 anni.
E' evidente, quindi, che i suoi Figli erano ( ancora ) giovani.

Nulla ci vieta, però, di ritenere che con Giuseppe potevano esserci delle sorelle, non maritate.

Non sappiamo nulla di Suo Padre SANTI, ma probabilmente nel 1780 era già morto.
.
Cosa era il podere della BRANCOLETA, nel 1780 ?
Più o meno, tale e quale, ha come lo avete conosciuto.

Prima del 1775,
questo podere, comprendeva ( anche ) l' altra parte ( quella che poi è passata alla Contea di Fontarronco e Frassineto ).

Nel 1775,
La Corona Granducale frazionò in più piccoli appezzamenti, questa Fattoria.
Frazionamenti che furono venduti a singoli privati.

ATTENZIONE,
non fate confusione, all' epoca non si parla di CONTEA,
questa verrà costituita molti anni dopo ( 1861 ).

All'epoca, non esiste nessun titolo di Conte,
e le Famiglie che acquistarono, i vari frazionamenti, erano delle famiglie borghesi ( spesso ricchi commercianti di Arezzo, o enti e famiglie, in buoni rapporti con la Corona ).

La Villa, di Fontarronco, non venne venduta, ma incamerata dalla stessa Corona.
Alcuni anni dopo, con l' arrivo di Napoleone, venne confiscata e divenne un presidio militare.
Non pensate, però, alla Villa come voi la vedete adesso.
Nel 1775, era poco più di una casa padronale, con una serie di altre costruzioni, adiacenti, che la rendevono molto più simile ad una Fattoria, che non ad una villa.
Non esisteva nessun parco, circostante, ma delle aiei con pagliai , cataste di legna, e varie capanne.
E' doverosa,
una precisazione storica, a riguardo della Villa e della Contea.
Permettetemi, un chiarimento

Nel 1861, con l' unità d'Italia, tutti i beni che appartenevano alla Corona Granducale di Toscana, passorono di proprietà del Regno, ivi compresa la Villa di Fontarronco.
( questa villa era , praticamente, disabitata da oltre mezzo secolo ).

Poco dopo , questa Villa fu acquistata dalla Baronessa Fiorella Favard de l' Anglade, la quale aveva precedentemente acquistato ( da vari privati ), molti poderi limitrofi, compreso l'altra metà della Brancoleta, confinante con i Basagni.

Chi era questa Baronessa Fiorella Favard de l' Anglade ?

Nata in Francia, con il semplice nome di Suzanne Bacheville, si dice essere stata una bella ed intelligente ragazza, dotata di una buona cultura, che in virtù di tutto questo, si sposò il vecchio, ma ricchissimo, Barone Favard de l' Anglade.

Come prevedibile, la Baronessa rimase presto vedova.
Morto il marito, lasciò la Francia, e si trasferì in Italia, a Firenze.
Portandosi, naturalmente, dietro tutti i denari ereditati.

Nel 1855, la Baronessa, si comprò una delle più prestigiose antiche Ville fiorentine, quella di Rovezzano ( oggi nota come Villa Favard ).

Affidò i restauri, ad uno dei più importanti Archetetti dell' opoca, Giuseppe Poggi.
Ben presto, questa Villa, divenne un centro di cultura, dove si potevano incontrare i maggiori intellettuali ed artisti del tempo.
Tra i frequentatori dei < salotti > ,della Baronessa, c'era il Barone Bettino Ricasoli, un nobile intellettuale con idee molto progressiste.

Nel 1861, con l' Unità d'Italia, e Firenze Capitale, il Barone Ricasoli venne nominato Primo Ministro, del Regno.

Pochi mesi dopo, la Baronessa Favard compra la Villa di Fontarronco, messa in vendita dal nuovo Governo.
Precedentemente, la Baronessa, aveva acquistato ( da vari privati ) vari poderi, limitrofi, a Fontarronco, tra i quali l' altra parte della Brancoleta, quella confinante con i Basagni.

Questo vasto possedimento, che si era creato, la Favard, ottiene dalla Corona Reale, ( per mezzo del suo Primo Ministro) il titolo di : CONTEA.

La Baronessa cambia, per la terza volta, il suo nome, diventando la :
<< Contessa di Fontarronco >>.

Ed è alla Favard, che va il merito di aver trasformato, questa vecchia palazzina di caccia, in una bella ed elegante Villa rinascimentale.
Sicuramente, come già aveva fatto a Rovezzano, affidò il progetto a persone di alto livello professionale.


La Favard , muore a Firenze nel 1889, con il solo titolo di Baronessa, percè alcuni anni prima aveva venduto la Contea di Fontarronco, e con essa il titolo di Contessa.




Scusatemi, per questa lunga chiacchierata, ma
ho voluto questa precisazione,
perchè mi capita spesso di leggere, < delle Castronerie >, che certe Amministrazioni o Associazioni, spesso scrivono nelle loro < guide turistiche >, ed in una di queste mi è capitato di leggervi :
.......la Contea di Fontarronco risale ad una nomina Granducale del 1554, per meriti nella battaglia di Marciano
( Battaglia di Scannagalle ),
a pochi chilometri da Fontarronco.
Riconosco di essere un polemico,

ma < quando ci vuole........ >!!!
Toltomi un sassolino, dalla scarpa,
torniamo alla Nostra Storia,
che abbiamo lasciato : al 1780.
Nel 1780, un contratto di mezzadria se pure in un ottimo podere, era un duro rapporto di lavoro.

Al mezzadro, che si ammazzava di fatica ( non avevano ancora inventato i trattori ), spettava un terzo del raccolto, ma era diritto del Pasdrone, scegliere per qualità i suoi due terzi. In pratica, spesso, al mezzadro toccavano gli scarti o comunque il peggio.
Non solo, ma doveva ( comunque ) garantire un minimo. In pratica, veniva stabilita una quota minima di raccolto, e se la stagione ( o casaltro) avesse guastato tutto, egli doveva ( al Padrone ) il minimo garantito , che nel migliore dei casi, sarebbe stato depennato, dal prossimo raccolto.
In molte cronache, dell' epoca, si legge che questi mezzadri riuscivano, a mala pena, a garantirsi una sopravvivenza, a fronte di enormi sacrifici.

Tuttavia, leggiamo, che i Mezzadri non erano, tra i lavoratori dell' epoca, quelli peggio messi.
Peggio di loro erano i braccianti, agricoli. ( ma possiamo dire, braccianti in genere).
Questi avevano molto meno. Il loro lavoro ( quando ce ne fosse stato ), veniva ricompenzato in natura, in pratica non vedevano denaro.
Questi, però avevano da dover pagare il fitto ( o pigione ), della bicocca dove abitavano, e da vestirsi. Spesso i braccianti, finivano, con il dover vendere, quel poco avuto in natura, e patire la fame.

Per dovere di cronaca, dobbiamo aggiungere, che dopo la bonifica, contrariamente a quanto si pensi, la situazione in Valdichiana, era nettamente peggiorata, rispetto a prima.
Giuseppe,
alla fine del 1700 ( forse proprio nel 1799 ),
lascia Montagnano, per un breve periodo ( forse pochi mesi o un anno ), e si trasferisce a Livorno.
Alla Brancoleta, restano i suoi figli, che nel 1799, erano già grandi ( forse alcuni di oltre 30 anni ), e probabilmente già con moglie e figli.

Il perchè Giuseppe sia andato a Livorno , apparentemente sembra un mistero, alla stessa maniera, in un momento di crisi, che egli avesse denari per vivere a Livorno, male si spiega.
Ogni cosa, anche quella più strana o misteriosa, ha sempre una sua logica e una sua spiegazione.

Determinante, in questi casi, è avere sempre ben presente, non solo la situazione momentanea, ma anche il passato di quella persona, e analizzare le sue iniziative in maniera critica, in un constesto del momento storico.

Ed è dalla storia che troviamo la spiegazione, del perchè e il percome Giuseppe sia andato a Livorno.
Perchè la storia ci fa conoscere, che come Giuseppe, altri si ritrovarono ad andare ( in quello stessop periodo ) a Livorno o a Pisa.

1799,
sono passati 24 anni da quando era stato soppresso l' Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano.
Molti degli ex-Cavalieri erano, ancora, in vita.
Alla stessa maniera, erano ancora vivi, molti di quanti avevano strettamente collaborato con questa < Confraternita >,
Il nostro GIUSEPPE, era uno di questi.
il VIVA MARIA, era una opportunità per questi Ex-Cavalieri.
La controrivoluzione, poteva ( in una seconda fase ), essere pilotata e spinta a Rivoluzione, e come tale rovesciare il Potere della Corona e del Clero, ossia coloro che avevano sciolto, nel 1775, l' Ordine.

Se gli ex-amici della < Confraternita >, fossero riusciti in questo loro intento, potevano aspirare ad aiuto dei Francesi ( Napoleone ), ed ad una loro successiva < riconoscenza >.

C'era, nei desideri, di queste persone di potere ritornare a godere dei loro vecchi beni e dei precedenti privilegi.

Essi non si unirono alle orde fanatiche, del Viva Maria, ma si organizzavano a prenderne il controllo, e il comando, al momento giusto, quando queste fossero marciate contro Firenze.
Pisa e Livorno,
furono le città, dove si ritrovarono queste persone.

Città, che erano state le antiche sedi dell' Ordine, e dove c'erano, nel 1799, persone e mezzi economici , in grado di organizzare e sovvenzionare, questo possibile
< colpo di stato >.

A Livorno, gli amici erano, prevalentemente, tra gli armatori della flotta mercantile, che come ho spiegato nella mia ricerca storica, costituivano parte determinante nei traffici maritmi, delle merci prodotte nelle < commende >.

A Pisa, sede storica dell' Ordine, c'erano le Famiglie, degli ex-Cavalieri.

In entrambe le città, c'erano le Banche, dove forse c'era ancora del loro antico denaro, sicuramente ben occultutato ( come alcuni attuali depositi in Svizzera ) e che poteva essere sfuggito, alla confisca dei beni, del 1775.
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Il secondo documento ( certo )
che ci parla di Giuseppe, è una nota di Battesimo,
in data 1802.
nel 1802,

viene battezzato nella Chiesa Pievanica di Civitella,

SANTI ,
figlio di Giuseppe Basagni da Battifolle e di Giacinta Della Scala.
Ovviamente, questo documento non indica Giuseppe Basagni di Montagnano, ma di Battifolle perchè si tendeva ad indicare il luogo di nascita e non la residenza
( non esiste il concetto di residenza, ma quello di provenienza)
Leggere, in questo Registro, < da Battifolle >,
ha creato in molti
( che hanno fatto ricerche sul nostro passato )
della CONFUSIONE DI IDEE.

Si è voluto dire che SANTI fosse nato a Battifolle, e addirittura si è creduto che fosse BATTIFOLLE, vicino a Viciomaggio.

Come vede spesso si fanno dei grossolani errori.
Buona regola, quando si fanno queste ricerche, è la conoscenza degli usi e delle modalità, nel corso della Storia.
Sicuramente questo Bambino è nato a Montagnano,
dove ( però ) non c'era la < fonte Battesimale >, perchè la piccola chiesa di San Rocco ( non quella attuale ), era sotto la Pievania di Civitella.

Montagnano, nel 1802 era un Comune ( e non una frazione), questo purtroppo non ci permette di avere visione dei documenti Comunali, dell' epoca, perchè quasi tutti andati dispersi.
Le dovute considerazioni, che noi dobbiamo fare dalla lettura di questo documento, sono ben altre.

1°-
Quando nasce SANTI, Giuseppe dove avere oltre 50 anni.
Sicuramente, quindi, possiamo ritenere che SANTI avesse dei fratelli, più grandi di lui.

2°-
Non solo, ma questi fratelli potevano avere oltre 20 anni, e magari avere, essi stessi, dei figli.


3°-
il vecchio SANTI ( il Padre di GIUSEPPE ), è sicuramente morto , perchè come si vede viene rifatto il suo nome, nel 1802.
Se facciamo bene attenzione,
ci accorgiamo che :
< c'è qualche cosa che non quadra >
Si è detto,
che nel 1780, quando Giuseppe firma il contratto,ù
suo Padre SAnti era già vecchio e malandato, tanto da non essere citato.

Sicuramente, tra il 1780 e il 1802, Giuseppe dovrebbe avere avuto altri figli, e se il nome SANTI, viene rifatto solo nel 1802, dobbiamo credere che il Vecchio Genitore era morto, solo poco prima.
GIA' QUI,
INIZIANO I MISTERI DELLA NOSTRA FAMIGLIA.
.

.
Ed i Misteri, proseguono !
-
Un documento, del 1824

relativo ad un rinnovo del contratto di Mezzadria,
dei Basagni, nel solito podere della Brancoleta

ci pone altri INTERROGATIVI.
Questo contratto viene firmato da :

SANTI Basagni, figlio di Giuseppe

e come nel precedente ( 1780),
non vengono indicate altre PERSONE.

Non solo, ma SANTI viene censito come :

Colono e possidente.
.
Possidente di cosa ?
Come mai non vengono indicati altri maschi ?

Non ci sono fratelli ?
Come ha fatto, un semplice mezzadro, a divenire un possidente ?
.
Come potete osservare :
i MISTERI aumentano !!
..................................................................................
Dare una risposta, a questi enigmi, non è facile.

Come vedete, i documenti di nostra conoscenza sono estremamente pochi.

Per cercare di avvolorare delle IPOTESI, dobbiamo fare un' analisi su quelle che erano le condizioni di vita, in particolare dei Contadini, nella Valdichiana di fine settecento e di vedere quali importanti avvenimenti si hanno, nelle campagne Aretine, in quell' epoca.

Avvenimenti che possano avere influito su le condizioni di vita dei nostri Progenitori, e magari condizionato alcune delle loro scelte, e trovare delle spiegazioni ( plausibili ) a questi quesiti.
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La VALDICHIANA

alla fine del 1780
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